Grazie a Maria per aver condiviso con noi la sua esperienza.
Come ha conosciuto il Metodo Kalibra®?
Mi ero avvicinata al Metodo Kalibra® perché volevo provare a perdere peso prima di ricorrere alla chirurgia bariatrica. Avevo detto ai medici: “Datemi un po’ di tempo, voglio vedere se riesco a farcela da sola”. Sentivo il bisogno di provarci davvero, con determinazione.
Con quale situazione è partita?
Partivo da quasi 99 kg e da un periodo molto difficile della mia vita. Poco dopo aver iniziato il percorso, mia sorella gemella ha avuto un malore e abbiamo scoperto che aveva un glioblastoma. Sono dovuta scendere in Sicilia per assisterla e, dopo due mesi e mezzo, purtroppo è venuta a mancare.
È stato un dolore enorme. In quel periodo vivevo praticamente tra ospedali, assistenza continua e tanta sofferenza emotiva.
Nonostante tutto, è riuscita a continuare il percorso?
Sì. Con tutte le difficoltà che stavo vivendo, sono comunque riuscita a continuare e non ho mai mollato. In circa un mese ho perso oltre 10 kg e poi ho superato i 16 kg complessivi.
È stato sicuramente un sacrificio importante, perché cambiare completamente alimentazione non è semplice, ma avevo una forte motivazione dentro di me.
Cosa l’ha aiutata ad andare avanti?
Vedere i risultati. Quando vedevo il peso scendere mi sentivo incoraggiata. Era la prova concreta che qualcosa stava finalmente funzionando e questo mi dava la forza di continuare anche nei momenti più difficili.
Aveva già provato altre diete in passato?
Sì, tante. Con le altre diete perdevo magari tre o quattro chili, ma con moltissimo sacrificio e pochissimi risultati. Era frustrante, perché l’impegno era tanto ma il cambiamento minimo.
Con il Metodo Kalibra®, invece, ho percepito una differenza importante già dalle prime settimane.
Quali benefici ha notato oltre al dimagrimento?
Per la prima volta mi sentivo meno infiammata. Ho persino smesso di prendere antiinfiammatori, che per me erano diventati quasi abituali.
In quel periodo non riuscivo nemmeno a fare attività fisica regolare, però già il dimagrimento e la riduzione dell’infiammazione mi hanno aiutata tanto nei movimenti quotidiani e nel sentirmi fisicamente più leggera.
Qual è stata la difficoltà maggiore durante il percorso?
La fame no, perché la chetosi mi aiutava molto a non sentirla. La cosa che mi è mancata di più è stata la frutta, perché io l’ho sempre amata tantissimo.
Con il tempo però ho imparato a organizzarmi meglio: preparavo i pasti in anticipo, gestivo gli snack in base ai turni di lavoro e cercavo soluzioni semplici ma gratificanti.
Questo percorso le ha lasciato anche una maggiore consapevolezza alimentare?
Assolutamente sì. Ho capito che tante volte non avevo davvero fame: era voglia di zucchero, abitudine o semplice gratificazione.
Il Metodo mi ha aiutata a capire meglio cosa mi fa stare bene davvero e a essere più consapevole di quello che mangio.
Dopo tutto quello che ha vissuto, cosa rappresenta oggi questo percorso?
Dopo la perdita di mia sorella, il tumore al seno, l’intervento, la radioterapia e anche un periodo di depressione importante, mi sono resa conto che stavo lasciando andare il mio corpo insieme al dolore. E ho capito che non volevo più farlo.
Oggi sto lentamente riprendendo in mano la mia vita. Voglio tornare al lavoro, tornare ad allenarmi e stare bene per me stessa e per la mia famiglia.
Cosa la motiva oggi a riprendere il percorso Kalibra®?
Ho delle nipotine meravigliose e voglio vivere bene il tempo che ho davanti. Voglio stare bene, sentirmi più forte e riprendermi davvero.
So che posso farcela di nuovo. Questa volta voglio farlo soprattutto per me.
Cosa direbbe a chi sta pensando di iniziare?
Direi che non è solo un percorso per dimagrire. È un percorso che ti educa, ti rende più consapevole e ti aiuta a riprenderti cura di te stessa.
E, a volte, è proprio quello di cui si ha più bisogno.