“Quando ho visto i risultati dopo sole due settimane ho capito il potenziale di BODYLift®”: l’esperienza della Dott.ssa Belli 

Abbiamo intervistato la Dott.ssa Belli, biologa nutrizionista, che ci racconta uno dei casi clinici che più l’ha colpita durante l’utilizzo del protocollo BODYLift®. 

Dottoressa, come è nato questo caso clinico? 

Si tratta di una giovane donna affetta da lipedema agli arti inferiori. Era una paziente normopeso, ma con una sintomatologia importante: gambe pesanti, dolore, tessuto molto infiammato e una qualità di vita compromessa. 

Oltre al lipedema presentava anche una situazione metabolica complessa, con ovaio multifollicolare e familiarità per diabete  

L’obiettivo, quindi, non era semplicemente estetico, ma soprattutto ridurre l’infiammazione e migliorare la sintomatologia. 

Perché ha deciso di proporre BODYLift®? 

Ammetto che inizialmente è stata una piccola sfida. È stata una scelta condivisa e molto ragionata. 

Come avete impostato il protocollo? 

Abbiamo scelto un ciclo BODYLift® di sole due settimane. Non ho modificato il resto del piano nutrizionale e non ho aggiunto altri integratori specifici: volevo osservare il contributo del protocollo nel modo più oggettivo possibile. 

Quali risultati avete osservato? 

I risultati sono stati sorprendenti. 

In appena due settimane la paziente ha ridotto di circa 4 cm la circonferenza dei fianchi, 2 cm di vita e 2cm del ginocchio destro, che rappresentava una delle zone maggiormente interessate dal lipedema. 

Ma ciò che mi ha colpita di più non sono stati soltanto i centimetri persi. 

La paziente mi ha raccontato di sentire le gambe molto più leggere, meno doloranti e meno gonfie. È migliorata sensibilmente anche la qualità della vita quotidiana. 

Avete documentato questi cambiamenti? 

Sì, abbiamo eseguito una valutazione con adipometro prima e dopo il trattamento. 

Le immagini mostrano una riduzione molto evidente dello spessore del tessuto adiposo sottocutaneo e, soprattutto, una modifica della qualità del tessuto profondo. 

Le aree fibrotiche, tipiche del lipedema, risultavano nettamente ridotte e il tessuto appariva meno infiammato e più morbido. 

Sono dati estremamente interessanti perché dimostrano che il miglioramento non riguarda soltanto l’aspetto estetico, ma coinvolge direttamente la qualità del tessuto adiposo. 

Oltre ai risultati clinici, ha osservato altri benefici? 

Sì, un aspetto molto importante è stata la rieducazione alimentare. 

La paziente, ad esempio, consumava pochissimo pesce perché non lo gradiva. Durante il percorso è stata portata a inserirlo con maggiore regolarità e, una volta terminata la fase BODYLift®, ha continuato spontaneamente a consumarlo. 

Questo significa che il protocollo non è stato soltanto un trattamento, ma anche un’occasione per modificare alcune abitudini alimentari. 

Come prosegue oggi il percorso? 

Terminato il ciclo BODYLift®, abbiamo impostato un’alimentazione personalizzata per mantenere i benefici ottenuti e controllare la sintomatologia nel lungo periodo. 

Nel lipedema sappiamo che non esiste una soluzione definitiva, ma possiamo gestire efficacemente l’infiammazione con interventi ciclici e mirati. 

Per questo considero BODYLift® uno strumento estremamente utile da inserire nella strategia terapeutica complessiva. 

A chi consiglierebbe questo protocollo? 

Lo considero particolarmente indicato nelle pazienti con lipedema e adiposità localizzate resistenti, soprattutto quando il problema principale non è il peso corporeo ma l’infiammazione del tessuto adiposo. 

Naturalmente ogni caso deve essere valutato dal professionista, ma questa esperienza mi ha confermato quanto un protocollo breve, ben impostato e medicalmente supervisionato possa offrire risultati rapidi e molto significativi. 

Se dovesse riassumere questa esperienza in una frase? 

Direi che BODYLift® non è semplicemente un protocollo per migliorare l’estetica. 

È uno strumento nutrizionale che può contribuire concretamente a ridurre l’infiammazione, migliorare la qualità del tessuto adiposo e restituire benessere alle pazienti già dopo poche settimane.

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