Dermatologi e nutrizionisti: un asse comune

La Dott.ssa Cristina Robba, Nefrologa e Nutrizionista Clinica, approfondisce un tema sempre più rilevante nella pratica clinica: il ruolo della nutrizione terapeutica nella gestione della steatosi, una delle manifestazioni più diffuse e spesso sottovalutate della sindrome metabolica.

Negli ultimi anni, soprattutto nell’ultimo biennio, sempre più autori e ricercatori in campo dermatologico ed endocrino-metabolico si sono sentiti in dovere di approfondire la ricerca sugli stretti legami tra apporto nutrizionale corretto e patologie infiammatorie della pelle, prima fra tutte la psoriasi. È importante e funzionale per la cura del paziente poter disporre, sulla base delle evidenze scientifiche sino ad oggi disponibili, una guida pratica sia per gli stessi dermatologi deputati alla diagnosi della malattia che per chi si trova a seguire tale paziente dal punto di vista nutrizionale.

Nel 2023 l’articolo “Clinical and nutritional management of very-low-calorie ketogenic diet (VLCKD rinominata VLEKT) in patients with psoriasis and obesity: a practical guide for the nutritionist”, pubblicato su Critical Reviews in Food Science and Nutrition, un gruppo di ricercatori a guida italiana ha voluto indicare alcune linee guida da applicare.

Ciò che lo studio ha voluto sottolineare è che la psoriasi non è solo una malattia della pelle, che colpisce una buona fetta di popolazione mondiale, stimata tra il 2 e il 4 %.

Si manifesta con le ben note placche eritematose e desquamative, ma è di fatto una patologia sistemica che si associa a parecchie comorbilità come la sindrome metabolica, l’obesità, il diabete NID, le malattie cardiovascolari e che può complicarsi in artrite psoriasica. L’ infiammazione è il comune denominatore di tutte queste condizioni collegate.

La review ribadisce come vi sia uno stretto legame tra obesità e psoriasi, le quali si influenzano reciprocamente.

È ormai noto che il tessuto adiposo è un “organo” endocrino, che produce sostanze infiammatorie: TNF-α (interferone-alfa) e l’IL-6 (interleukina-6) e altre citochine infiammatorie che sono a loro volta coinvolte nella patogenesi della psoriasi. Gli elevati livelli di leptina presenti nell’obesità aggravano la malattia cutanea psoriasica amplificando la risposta immunitaria. Tra i pazienti affetti da obesità vi è infatti un maggiore rischio di sviluppare psoriasi, la quale si presenta con forme cliniche più severe e i pazienti che ne sono affetti presentano una minor risposta alle terapie farmacologiche, incluse le più recenti terapie “biologiche”.

Ridurre l’infiammazione sistemica generale che alimenta la malattia psoriasica dovrebbe essere una strategia condivisa tra tutti coloro che hanno in cura pazienti affetti da psoriasi e sovrappeso. Gli studi clinici ci dicono che la perdita di peso migliora la sintomatologia psoriasica. Durante il calo ponderale, il paziente diminuisce il suo tessuto adiposo viscerale, ma soprattutto riduce tutte le citochine pro infiammatorie circolanti, riducendo di conseguenza lo stress ossidativo e migliorando la sensibilità all’insulina.

Essendo ben noti gli effetti di una dieta chetogenica a basso regime calorico e consci che gli studi clinici disponibili al momento non sono numerosi, un gruppo di studiosi italiani ha condotto uno studio mirato su 37 pazienti affetti da obesità e psoriasi, utilizzando un protocollo VLEKT. Questo protocollo consiste in una drastica riduzione di carboidrati, meno di 30-50 gr /die, un basso apporto calorico di circa 800 Kcal al giorno, un apporto proteico nei range di norma e un basso contenuto di grassi, proveniente prevalentemente da olio EVO.

Un approccio nutrizionale così determinato, mantenuto con meal replacements, riduce drasticamente i carboidrati inducendo la produzione epatica di corpi chetonici come fonte energetica alternativa per l’organismo. Gli effetti antiinfiammatori della via metabolica dei corpi chetonici si traducono in una riduzione dei radicali liberi e dello stress ossidativo, miglioramento delle difese antiossidanti cellulari e con l’effetto di sostenere una migliore modulazione della risposta immunitaria ed infiammatoria che è alla base della patologia psoriasica.

I 37 pazienti arruolati nello studio sono stati sottoposti a 4 settimane di VLEKT, seguiti da 6 settimane di dieta mediterranea: i risultati sono stati una significativa perdita di peso con riduzione del grasso corporeo. Dal punto di vista dermatologico è stato riscontrato un miglioramento del punteggio PASI (Psoriasis Area Severity Index), che è il comune indice per diagnosticare la gravità della psoriasi; questo risultato si associava ad una minore sintomatologia pruriginosa ma soprattutto ad una riduzione dell’estensione delle invalidanti lesioni cutanee, apportando benefici clinici significativi.

Le conclusioni dell’articolo suggeriscono che la VLEKT rappresenta una strategia nutrizionale promettente per i pazienti affetti da psoriasi associata ad obesità, agendo sia sull’eccesso di peso e che sull’infiammazione cronica sistemica, che sono due aspetti fondamentali della malattia.

Le evidenze attuali suggeriscono che la VLEKT possa migliorare i sintomi cutanei, ridurre l’infiammazione e favorire il controllo delle comorbilità metaboliche nel paziente sovrappeso psoriasico.

Uno dei messaggi chiave di questo lavoro scientifico è che la gestione nutrizionale nel paziente psoriasico non è solo un supporto alla terapia farmacologica, ma è una componente fondamentale del trattamento integrato della patologia.