BODYLift®: il protocollo chetogenico intermittente per il trattamento delle adiposità localizzate 

La Dott.ssa Adriana Carotenuto, Biologa Nutrizionista e specialista in Scienze della Nutrizione Umana, ci accompagna alla scoperta di BODYLift®, il protocollo nutrizionale basato su una strategia chetogenica intermittente, sviluppato per favorire il miglioramento della composizione corporea e la riduzione della massa grassa. Un approfondimento per comprendere perché alcune adiposità risultano particolarmente resistenti al dimagrimento e come un percorso nutrizionale strutturato e personalizzato possa intervenire sui meccanismi metabolici che regolano la mobilizzazione dei grassi, preservando al tempo stesso la massa muscolare. 

 

 

Quando si parla di adiposità localizzate si fa riferimento ad accumuli di tessuto adiposo che tendono a concentrarsi in specifiche aree corporee, come addome, fianchi, glutei e cosce. Questi depositi possono persistere anche in persone normopeso e risultare particolarmente resistenti al dimagrimento. 

 

BODYLift® è un protocollo dietetico personalizzato basato su una chetogenica intermittente, pensato per favorire il miglioramento della composizione corporea e la riduzione della massa grassa, preservando quanto più possibile la massa muscolare. 

 

Perché alcune adiposità sono più resistenti? 

La distribuzione del grasso non dipende esclusivamente dalle calorie introdotte, ma è influenzata da diversi fattori: 

* predisposizione genetica; 

* assetto ormonale; 

* sensibilità insulinica; 

* età e menopausa; 

* sedentarietà; 

* qualità dell’alimentazione; 

* microcircolazione e presenza di edema; 

* quantità di massa muscolare. 

È però importante essere scientificamente corretti: nessuna dieta può decidere con assoluta precisione da quale zona il corpo utilizzerà il grasso. Il dimagrimento localizzato in senso stretto non è quindi garantibile. Un intervento nutrizionale può, tuttavia, ridurre la massa grassa complessiva e migliorare circonferenze, distribuzione adiposa e profilo metabolico. 

 

Come funziona BODYLift®? 

Il protocollo alterna periodi controllati di alimentazione chetogenica a fasi di progressiva reintroduzione dei carboidrati. Non si tratta, quindi, di una chetogenica continua e improvvisata, ma di un percorso strutturato e adattato alle caratteristiche cliniche della persona. 

Durante la fase chetogenica l’apporto di carboidrati viene fortemente ridotto, mentre viene assicurata una quantità adeguata di proteine, indispensabile per proteggere la massa magra. La ridotta disponibilità di glucosio determina un abbassamento dell’insulina e favorisce la lipolisi, cioè la mobilizzazione degli acidi grassi immagazzinati negli adipociti. 

Dal metabolismo dei grassi derivano i corpi chetonici, che diventano una fonte energetica alternativa per molti tessuti. La chetosi nutrizionale può inoltre contribuire a controllare la fame, facilitando l’aderenza al programma. 

Le evidenze disponibili indicano che le diete chetogeniche e a basso contenuto di carboidrati possono favorire la riduzione del peso, della circonferenza vita e della percentuale di grasso corporeo. Non dimostrano, però, che la chetosi possa agire selettivamente su una singola zona anatomica.  

Perché una strategia intermittente? 

L’alternanza programmata tra fasi chetogeniche e periodi di transizione consente di utilizzare la chetosi come strumento metabolico circoscritto nel tempo, accompagnando successivamente il paziente verso un’alimentazione equilibrata e sostenibile. 

La reintroduzione dei carboidrati deve essere graduale e privilegiare: 

* verdure e alimenti ricchi di fibre; 

* legumi; 

* cereali integrali nelle quantità stabilite; 

* frutta selezionata; 

* fonti proteiche di buona qualità; 

* grassi prevalentemente insaturi. 

Questa fase non rappresenta un ritorno disordinato alla precedente alimentazione: è parte integrante del trattamento e serve a consolidare i risultati, migliorare l’educazione alimentare e ridurre il rischio di recupero del peso. 

L’obiettivo non è soltanto perdere chili

Il peso sulla bilancia non descrive completamente il cambiamento ottenuto. Due persone con lo stesso peso possono avere percentuali molto diverse di grasso, muscolo e acqua. 

Per questo BODYLift® dovrebbe essere accompagnato da una valutazione periodica della composizione corporea attraverso circonferenze, fotografie standardizzate e, quando disponibili, strumenti come BIA e adipometria. Il monitoraggio permette di verificare se la riduzione riguarda effettivamente il tessuto adiposo e non soprattutto acqua o massa muscolare. 

Un adeguato apporto proteico e l’esercizio contro resistenza sono fondamentali per limitare la perdita di massa magra. Questo aspetto assume particolare importanza dopo i 45-50 anni, in menopausa e nei soggetti sedentari o a rischio di sarcopenia. 

Nutrizione e trattamenti locali: un approccio integrato 

In presenza di cellulite o pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica, il volume di una zona può dipendere non soltanto dal grasso, ma anche da edema, alterazioni del microcircolo e modificazioni del tessuto connettivo. 

Il protocollo nutrizionale può quindi essere inserito in un percorso integrato che comprenda attività fisica, correzione dello stile di vita ed eventuali trattamenti medici locali. La dieta non sostituisce questi interventi, così come il trattamento estetico non può compensare un’alimentazione inadeguata. 

 A chi è rivolto? 

BODYLift® può essere valutato in persone selezionate con adiposità localizzate, sovrappeso o alterazioni della composizione corporea. Non è invece una dieta “fai da te” e non è adatto indistintamente a tutti. 

Prima di iniziare sono necessari anamnesi, visita clinica ed esami ematochimici. Particolare cautela è richiesta in gravidanza e allattamento, nei disturbi del comportamento alimentare e in presenza di patologie renali, epatiche, pancreatiche o di terapie farmacologiche che richiedano un monitoraggio specifico. 

 In conclusione  

BODYLift® non deve essere presentato come una scorciatoia né come una dieta capace di “sciogliere” il grasso in un punto preciso. È piuttosto una strategia nutrizionale ciclica e personalizzata che utilizza la chetosi per favorire il controllo dell’appetito, la mobilizzazione dei grassi e il miglioramento della composizione corporea. 

Il vero risultato non è semplicemente pesare meno, ma ottenere un corpo metabolicamente più efficiente, ridurre la massa grassa, preservare il muscolo e costruire abitudini alimentari sostenibili nel tempo.