La Dott.ssa Adriana Carotenuto, Biologa Nutrizionista, approfondisce il ruolo della nutrizione nella gestione delle adiposità localizzate, della panniculopatia edemato-fibrosclerotica (PEFS) e del lipedema, durante la VLEKT SIE SCHOOL 2026. Un’analisi che mette in luce le differenze tra queste condizioni e le potenzialità delle strategie nutrizionali, tra cui la VLEKT, nell’ambito di un approccio multidisciplinare.
Adiposità localizzate, PEFS e lipedema: condizioni differenti
Quando si parla di accumuli adiposi localizzati, cellulite e lipedema, è importante distinguere condizioni che, pur presentando alcune caratteristiche comuni, hanno origini e manifestazioni differenti.
Le adiposità localizzate sono caratterizzate dall’accumulo di tessuto adiposo in specifiche aree corporee, come fianchi, addome e cosce.
La PEFS (panniculopatia edemato-fibrosclerotica), comunemente associata alla cellulite, coinvolge invece anche il microcircolo e il tessuto connettivo. Le alterazioni della circolazione venosa e linfatica possono favorire l’accumulo di liquidi negli spazi interstiziali, contribuendo a edema, ipossia e infiammazione locale.
Il lipedema è una patologia cronica del tessuto adiposo che interessa prevalentemente le donne e si manifesta generalmente con un aumento sproporzionato e simmetrico del tessuto adiposo degli arti, spesso associato a dolore e sensibilità alla pressione.
Nel lipedema, quindi, non è sufficiente considerare soltanto il peso corporeo: è necessario valutare anche la distribuzione della massa grassa, la componente edematosa e le alterazioni del tessuto adiposo.
Il ruolo dell’infiammazione e del microcircolo
Uno degli aspetti approfonditi dalla Dott.ssa Carotenuto riguarda il rapporto tra tessuto adiposo, microcircolo e infiammazione cronica di basso grado.
Nel lipedema possono essere presenti alterazioni del microcircolo e processi infiammatori che contribuiscono alle modificazioni del tessuto adiposo.
Particolare interesse riveste il concetto di lipoinfiammazione, che descrive il coinvolgimento del tessuto adiposo nei processi infiammatori.
Tra i meccanismi biologici studiati figura anche l’attivazione dell’inflammasoma NLRP3, un complesso proteico coinvolto nella risposta infiammatoria.
Questi aspetti aiutano a comprendere perché la gestione del lipedema richieda un approccio più ampio rispetto alla sola riduzione del peso.
Alimentazione e lipedema: cosa suggeriscono gli studi?
La relazione ha evidenziato come l’intervento nutrizionale possa contribuire alla gestione della composizione corporea nelle donne con lipedema.
Tra gli studi presentati figura una ricerca condotta su 29 donne, di cui 14 con lipedema e 15 senza la patologia, che ha valutato gli effetti di quattro settimane di dieta mediterranea modificata, con una riduzione dell’apporto calorico del 20%.
I risultati hanno evidenziato una riduzione della massa grassa anche nelle aree corporee tipicamente interessate dal lipedema.
Questi dati suggeriscono che un intervento nutrizionale strutturato può favorire modificazioni positive della composizione corporea, pur senza rappresentare, da solo, un trattamento risolutivo della patologia.
Perché la VLEKT può rappresentare una strategia di interesse?
La VLEKT (Very Low-Energy Ketogenic Therapy) è un approccio nutrizionale caratterizzato da una marcata restrizione energetica e glucidica, che favorisce l’utilizzo dei grassi come fonte energetica e induce uno stato di chetosi nutrizionale controllata.
Nella gestione del lipedema, la VLEKT viene considerata una possibile strategia per favorire la riduzione del peso e della massa grassa, intervenendo anche sul contesto metabolico.
Un ulteriore ambito di ricerca riguarda il beta-idrossibutirrato (BHB), uno dei principali corpi chetonici prodotti durante la chetosi, studiato per il suo possibile coinvolgimento nella modulazione di alcuni processi infiammatori.
È importante, tuttavia, distinguere il razionale biologico dai risultati clinici: le evidenze specifiche sull’efficacia della VLEKT nel trattamento del lipedema sono ancora limitate e sono necessari ulteriori studi controllati per chiarirne gli effetti su edema, dolore e infiammazione.
Un approccio multidisciplinare: l’esperienza clinica
La Dott.ssa Carotenuto ha presentato anche alcune esperienze cliniche che evidenziano l’importanza di integrare il trattamento nutrizionale con interventi specifici.
In uno dei casi illustrati, una donna di 42 anni con lipedema di primo grado ha registrato una riduzione del peso da 79,4 a 66,8 kg, accompagnata da una diminuzione della percentuale di massa grassa dal 29,7% al 22,2%.
La paziente ha seguito due cicli di un protocollo nutrizionale chetogenico, nell’ambito di un percorso multidisciplinare comprendente elastocompressione, linfodrenaggio, mesoterapia e attività fisica in acqua.
Si tratta di un risultato clinico interessante, che deve però essere interpretato considerando la combinazione dei diversi trattamenti: i miglioramenti osservati non possono essere attribuiti esclusivamente all’intervento nutrizionale.
Il ruolo dell’integrazione nutrizionale
Nell’ambito di un approccio multidisciplinare, anche l’integrazione può rappresentare un supporto complementare. Come illustrato durante la relazione, in alcuni casi il Professionista della Salute può valutare l’impiego di integratori con finalità di supporto alla funzionalità del microcircolo e alla gestione della componente edematosa, inserendoli in un percorso personalizzato che comprende alimentazione e trattamenti specifici.
Oltre il peso: una gestione personalizzata
La relazione sottolinea un principio fondamentale: nel lipedema, così come nelle alterazioni del tessuto adiposo associate alla PEFS, il numero sulla bilancia non è l’unico parametro da considerare.
La valutazione della composizione corporea, della distribuzione dei liquidi e delle caratteristiche individuali della paziente permette di impostare un percorso più mirato.
In questo contesto, la VLEKT può rappresentare, nei casi appropriati e sotto supervisione professionale, una delle strategie nutrizionali da integrare con altri interventi.
La scelta del trattamento deve sempre tenere conto delle condizioni cliniche, delle esigenze individuali e degli obiettivi terapeutici.
Conclusioni
La gestione del lipedema richiede una visione complessiva che consideri non soltanto la massa grassa, ma anche le alterazioni del tessuto adiposo, il microcircolo e la componente infiammatoria.
Le strategie nutrizionali possono contribuire al miglioramento della composizione corporea e inserirsi in un percorso terapeutico multidisciplinare.
La VLEKT rappresenta un’opzione promettente nei casi selezionati, ma il suo ruolo specifico nel lipedema necessita di ulteriori conferme scientifiche.
Come evidenziato dalla Dott.ssa Carotenuto durante la VLEKT SIE SCHOOL 2026, la personalizzazione del trattamento e il coinvolgimento di professionisti qualificati rimangono elementi centrali per una gestione appropriata della paziente.